LinkedIn Volunteer per il Non Profit: limiti e vantaggi

LinkedIn Volunteer per il Non Profit: limiti e vantaggi

Linkedin volontariato e non profit

Un mese fa LinkedIn ha colmato una lacuna della sua piattaforma presentanto la sua idea di connessione per il mondo del volontariato e del pon profit lanciando LinkedIn for Volunteer.

Questa nuova funzionalità aiuta a condividere le cause che interessano con la propria rete. L’82% degli utenti LinkedIn intervistati vogliono condividere il loro tempo e le loro competenze per aiutare le associazioni di volontariato e vogliono trovare nuove opportunità per farlo. Con l’aggiunta della sezione volontariato e cause  al proprio profilo LinkedIn è facile condividere le proprie esperienze, le organizzazioni che si sostengono e le cause che interessano. Inoltre, questa sezione fornisce un avallo implicito per l’organizzazione stessa e l’aiuta a costruire la propria brand awareness su LinkedIn.

Linkedin volontariato e non profit

I vantaggi

All’interno della sezione presente nel proprio profilo si può segnalare che si è disposti a prestare le proprie competenze e questo aiuta le organizzazioni a trovare nuovi volontari sulla base di competenze specifiche. Si possono inoltre inserire tutte l’esperienze passate allo stesso modo di come si fa per le attività lavorative svolte o per i progetti.

Il 41% degli hiring managers intervistati da LinkedIn considera il volontariato una qualità al pari di un lavoro regolarmente retribuito. Il 20% dei responsabili delle assunzioni negli Stati Uniti afferma che hanno assunto un candidato per via della loro esperienza di volontariato. I disoccupati che svolgono attività di volontariato hanno il 27% in più di probabilità di essere assunti rispetto alle persone che non fanno volontariato.

Linkedin per il volontariato I vantaggi principali sono quindi la visibilità e la ricerca specifica in base a competenze e interessi legati esclusivamente al Non Profit. LinkedIn con questa nuova feature mira a mettere in collegamento i professionisti che sono in cerca di volontari con determinate competenze; volontari che a loro volta hanno specificato sul social network di essere attivi nel non profit.

Ad oggi sono già tre milioni gli utenti che hanno inserito la sezione Volontariato all’interno del proprio profilo.

 

I limiti

I limiti riscontrati sono per lo più organizzativi e il più grande emerge per tutte quelle associazioni o enti che non hanno un proprio dominio email e presumibilmente un sito web. Infatti per poter creare una brand page, utile per rafforzare la propria presenza sul social network e per tutti i motivi sopra descritti, è necessario disporre di un indirizzo @azienda.it e simili. Nell’era di internet e del digitale può essere una cosa data per scontata ma il mantenimento di un dominio e di un sito web è un costo che non tutte le associazioni possono o vogliono sostenere. Altri social network hanno trovato diversi modi per verificare l’identità di un’azienda, speriamo in futuro che LinkedIn aggiunga altri metodi.

Un altro svantaggio è dato dalla penetrazione del fenomeno in Italia per quanto riguarda la presenza su LinkedIn, nullo dato che nel momento in cui scrivo sono presenti appena sei risultati di ricerca. Il sistema è partito da pochissimo e questo può essere un’attenuante, però anche a livello di brand page sono poche le associazioni presenti.

Sfruttato a dovere può essere uno strumento molto utile, sia per le persone in quanto permette di cercare nuove opportunità e sia per le associazioni in quanto è una vetrina in più e permette di pubblicare progetti e trovare supporto. Potete inserire la vostra esperienza di volontariato tramite questo link.

P.S.: Fino ad ora la nostra legislazione italiana ha disciplinato cinque differenti tipi di organizzazioni private che operano senza fini economici con finalità solidaristiche, non me ne vogliate quindi per eventuali errori nozionistici, ogni suggerimento e correzione è ben accetto.
diegofrancesco
diegofrancesco
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